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Lui era bello
Occhi verdazzurri
Figura gentile.
Per tutto il resto era moro.
E poi non stava mai male.
O meglio, teneva per sé.
Sorrideva a tutti
Con tutti parlava e spesso ascoltava.
In realtà non aveva niente da dire
Né degli altri, tantomeno di sé.
Non gli sembrava importante.
Era, si direbbe, un puro.
Per i più era uno sciocco
Ma non sapeva dire di no
Per difetto e per debolezza
Per stupidità o per vergogna,
Non si sa.
Fu questo a perderlo, forse.
Adolescente fu richiesto
Da un compagno,
E lui si concesse.
Fu per lussuria per amore
O per dono
Non si sa.
Poi fu la volta di alcune donne
E anche allora si concesse,
Talvolta non sempre.
Una, più grande d'età,
Lo prese con dolce violenza.
Non seppe dire di no.
Non se ne lamentò mai
Forse perché era un altro tempo
E poteva sembrare ridicolo.
Certo è che non fu più lo stesso.
Dormiva male e si svegliava spesso.
Camminava curvo e non vedeva
Niente. Guardava in basso.
La purezza lo abbandonò.
Pensava ai suoi falli
E almeno uno l'avrebbe estirpato.
Non servì a nulla.
Si sentiva indegno
Dell'amore di un dio
E degli uomini.
Cominciò a chiamare la morte
E la nera signora, pietosa,
Ben disposta com'è sua natura
Accorse, ma non subito.
Una mattina fu trovato
Freddo e rigido
Riverso nel suo letto.
Sul viso un sorriso lieve
Gli increspava le labbra livide.
Ancora adesso
non si sa come fu...